Hotel HC3 a Bologna

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HC3 Hotel Bologna: notizie ed eventi

Per scegliere l'albergo HC3 in ogni occasione importante


Mostra fotografica sul carnevale di Binche (BE). Bologna 1-20 febbraio 2010

Binche. La sua Storia. L'affascinante Carnevale, Patrimonio dell'Umanità.

L'Hotel HC3 sponsorizza un evento culturale davvero unico per la città di Bologna: la mostra fotografica dedicata alla cittadina di Binche, in Belgio, ed al suo spettacolare e suggestivo Carnevale.
La mostra è presentata dall’Associazione culturale italo-belga “Bologna-Bruxelles A/R” e il Centro Studi Sulla Letteratura Belga di Lingua Francese (Università di Bologna), con il patrocinio del Comune di Bologna.
L'evento è realizzato in collaborazione con l’Accademia delle Belle Arti di Bologna, il Musée International du carnaval et du masque (Binche), la Comunità francofona del Belgio (Wallonie-Bruxelles International), l’associazione “Binche 1549” e con il sostegno di CLE Erasmus Mundus Program oltre che dell'albergo cittadino HC3 Hotel.

L’iniziativa si prefigge l’obiettivo di accrescere la conoscenza del Belgio nella città di Bologna attraverso una mostra che presenta il folclore e le tradizioni popolari di Binche, cittadina belga famosa per il suo carnevale, riconosciuto nel 2003 dall’Unesco come capolavoro del patrimonio mondiale orale e immateriale dell’umanità.

La scelta di Bologna non è casuale, dal momento che la storia delle due cittadine è accomunata dalla presenza di una figura storica di primo piano del XVI secolo: Carlo V.
Situata nella provincia del Hainaut, tra La Louvière e Mons, Binche nacque nel XII secolo. Fu un centro importante nei secoli XVII e XVIII per la lavorazione del merletto.
Esiste tutt’oggi una scuola che insegna la lavorazione a tombolo. Tra le sue attrazioni principali bisogna ricordare la cinta medioevale, ben conservata (2 km). Si possono visitare inoltre il municipio, dei vicoli storici e una bella chiesa collegiata. La città ospita anche il famoso Musée international du carnaval et du masque.
Ogni 5 anni vengono organizzati i "Triomphes de Binche" che mettono in scena l’ “entrée” di Carlo Quinto a Binche nel 1549 e la festa che Maria d’Asburgo aveva organizzato in onore dell’arrivo del fratello, venuto per far conoscere alla popolazione suo figlio Filippo, (il futuro re Filippo II di Spagna). In quell’epoca, l’arrivo di un sovrano di una città era visto come un evento straordinario ed era festeggiato dignitosamente. La stessa accoglienza fu fatta a Bruxelles e… a Bologna! In effetti, è proprio nella città rossa che arrivò l’imperatore vent’anni prima (1529). Vi fu incoronato a San Petronio nel 1530 dal Papa Clemente VII, con la famosa corona di ferro, simbolo della nazione italiana. E’ l’ultima volta che un imperatore fu incoronato da un pontefice.

Il Carnevale di Binche
Il carnevale più famoso del Belgio è dominato dalla figura emblematica ed enigmatica del “gille”, che affonda le sue radici in un passato remoto. Organizzato da dodici corporazioni di gille, quest’evento ha delle regole ben precise che vengono trasmesse di generazione in generazione. Il suo carattere tradizionale, non turistico, lo rende pressoché autentico.

Il carnevale vero e proprio dura tre giorni. Nei fatti però esso si svolge durante diverse settimane durante le quali ci sono i preparativi e soprattutto le “soumonces”, prime uscite serali in cui sfilano le corporazioni con i tamburini. Si tratta di una sorta di “prove” che coinvolgono l’intera città durante i mesi invernali. Le manifestazioni divengono via via più numerose fino a culminare il martedì grasso,ultimo giorno del carnevale, durante il quale compare il “gille” travestito con il suo costume tradizionale.
Va sottolineato quanto sia importante la musica durante i tre giorni del carnevale. Esistono circa 20 melodie (tamburi, trombette, flauti) sulle quali ballano i gille e il resto della città. In effetti, la musica non riguarda solo i protagonisti del carnevale che sfilano nei cortei, ma coinvolge tutti i cittadini. Svegliati all’alba dal suono dei tamburi che si sente per le strade, i cittadini sono coinvolti nelle danze per l’intera giornata (notte compresa!) seguendo la o le corporazioni a cui fanno parte spesso parenti e amici.

Simbolo di un’identità collettiva il gille binchois, esclusivamente di sesso maschile (le donne non possono “fare il gille”), porta addosso gli strati del suo passato rurale : zoccoli, campane, un ramo in mano e paglia sotto il costume per tenere caldo il corpo. I colori del costume ricordano quelli della bandiera belga, così come il leone che vi è rappresentato è un evidente riferimento al Belgio.
Il gille ha tanti altri accessori : mette l’apertintaille, sorta di cintura spessa e colorata alla quale sono attaccate delle campane, un cuffia bianca (barette) e una collerette. Sfila con questo costume solo il martedì, per il corteo, durante il quale indossa anche un enorme e pesante cappello fatto di piume di struzzo. A volte, per i girotondi, porta anche una maschera di tela ricoperta di cera, cosa che lo rende anonimo. E’ strano vedere questo personaggio buffo con le due gobbe di paglia camminare ballando a scatti, con dei rami in mano. Durante il corteo porta con sé una cesta d’ arance che lancerà al pubblico. A volte vengono usate anche come “proiettili” per rompere vetri di case in disuso o per vendicarsi di qualcuno che ha indisposto i gille per il suo atteggiamento dispettoso.

clicca qui per vedere la locandina e l'invito per la mostra

(Bologna, 15/01/2010 )

 
 
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